L’olio d’oliva è un alimento simbolo della dieta mediterranea, regime alimentare d’eccellenza tipico dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo quali Italia, Spagna, Grecia (i tre leader di mercato), Portogallo, Tunisia, Marocco, Turchia e Cipro.

A seconda delle caratteristiche chimico-fisiche e dei metodi estrattivi utilizzati, la qualità dell’olio muta significativamente. A tutela dei produttori e dei consumatori, l’Unione Europea ha strutturato un proprio sistema di classificazione delle diverse tipologie di oli.

Gli oli di oliva vergini e non

La prima classificazione riguarda la suddivisione tra gli oli di tipo vergine e quelli non inclusi in tale etichettatura. Gli oli vergini sono quelli estratti dalla drupa dell’oliva tramite sistemi di estrazione che salvaguardano l’integrità dell’olio e che non prevedono l’utilizzo di solventi.

Gli oli di oliva vergini

L’olio extravergine d’oliva è, come noto, il più leggero, salubre e pregiato tra gli oli d’oliva. L’Italia è eccellenza assoluta nella sua produzione e le specialità di olio pugliese (www.pianadellentisco.it), siciliano, campano, calabrese e toscano sono esportati in tutto il mondo. L’olio extravergine d’oliva può essere ritenuto tale solo se il suo tasso di acidità non supera lo 0,8% ed è ottenuto mediante sistemi estrattivi meccanici a freddo con temperature inferiori ai 28 gradi.

La qualità di olio vergine, anch’essa ottenuta tramite sistemi a freddo, presenta invece un tasso di acidità soglia pari al 2%.

Altra tipologia vergine è l’olio corrente è ha un tasso di acidità massimo del 3,3%.

Infine, l’olio d’oliva vergine lampante ha un’acidità superiore al 2% e, se non raffinato, non può essere impiegato per uso alimentare.

Gli oli di oliva non vergini

L’olio di oliva raffinato è ottenuto dalla raffinazione dell’olio lampante e presenta un tasso di acidità massimo dello 0,3%. Esso non è vendibile al consumatore diretto se non sfuso.

Miscelando l’olio d’oliva raffinato con tipologie vergine ed extravergine, si ottiene un olio utilizzabile in cucina e assimilabile dall’uomo. Tale tipologia di olio ha un tasso di acidità dell’1%.

L’olio di sansa di oliva greggio è ottenuto dai residui della spremitura dell’olio vergine. Gli scarti della prima spremitura subiscono un secondo processo di estrazione tramite solventi o altre tipologie di estrazione; l’olio di sansa greggio non è utilizzabile a scopo alimentare.

L’olio di sansa raffinato si ottiene dalla raffinazione di quello greggio e ha un tasso di acidità limite dello 0,3%; anch’esso non può essere venduto al consumatore diretto.

Infine, l’olio di sansa di oliva utilizzabile in cucina è ottenuto dalla miscelazione dell’olio di sansa raffinato con tipologie vergine ed è regolarmente impiegato in cucina.

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